Archivio mensile:ottobre 2015

Scambi di vita 3

Gli viene in mente di quando leggeva con la stessa intensità, per andarsene via da quello che aveva intorno.
Se qualcuno lo chiamava o cercava di parlargli, non lo sentiva neanche. Seguiva un flusso di immagini e sensazioni e non era più lì, era a migliaia di chilometri e centinaia d’anni di distanza. Ma era essenziale che il flusso fosse attendibile, perché funzionasse; le fantasie di seconda o terza mano non lo facevano arrivare da nessuna parte.
Dice forte “Ehi!”
“Ehi” dice lei, con un paio di secondi di ritardo.
Poi dato che lui continua a guardarla, si toglie di nuovo un auricolare.
“Facciamo un gioco. Spegni un po’ quell’affare.”
“Quale gioco?” Ma intanto preme il tasto stop del suo lettore di musica.
“Facciamo un elenco dei nostri difetti.”
“Un elenco?”
“Sì metti via il libro e la musica e prendi una penna e un foglio.”
“Dove?”
“La penna è lì nel cassetto. Un foglio non ce l’hai?”
“No.”
“Da nessuna parte?”
“Non so.”
“Non hai nessun foglio o quaderno o blocchetto con te?”
“Forse nella valigia, dietro.”
“Va be’ non è indispensabile. Possiamo anche farlo a voce. Chi comincia?.”
“Comincia tu l’idea è tua.”
“Però se hai così poco entusiasmo non c’è gusto.”
“Ma no.”
“Se lo fai come se fosse un dovere.”
“Non è vero.”
“Si invece, lasciamo perdere.”
“Perché?.”
“Perché così non è divertente. Doveva essere un gioco”.
“Eh appunto facciamolo.”
“Non importa. Davvero.”
“Ti sei offeso.”
“Non mi sono offeso.”
“Invece sì.”
“Ti dico di no. Guarda”.
Davanti a loro il paesaggio si sta aprendo: c’è il mare all’orizzonte, dello stesso azzurro sbiancato e luminoso del cielo, anche se la terra è invasa da forme mostruose di svincoli e cavalcavia e sovrappassi, piloni giganti di cemento armato.

Scambi di vita 2

La guarda a intervalli, con i suoi auricolari stereo e il libro tra le mani sottili. Gli sembra che il viaggio vada benissimo così; poi gli sembra invece che dovrebbero usare meglio il tempo che hanno a disposizione, approfittarne per comunicare nel modo più intenso possibile.
Dice..”non potresti leggere in un altro momento, magari? Istinto di lasciarla in pace; istinto di interferire. E certo non gli dispiace che sia una che legge, invece di una che guarda fuori senza interesse o si guarda le unghie, ma non riesce a stare zitto. Dice “cosa?”.
“Niente”. Fa un cenno verso l’autostrada, e in effetti non c’è niente da vedere o da commentare, solo asfalto e altre macchine e camion in corsa, guard-rail. E’ un non-paesaggio, un puro canale neutro di scorrimento che occupa il campo visivo senza arricchirlo in nessun modo. Le colline ai lati sono lontane e con un altra gradazione di luce, anche se fossero interessanti richiederebbe una diversa messa a fuoco dello sguardo e una diversa apertura delle pupille.
Allunga una mano, le dà un colpetto sulla spalla. Lei sorride appena; si rimette l’auricolare, torna a leggere il suo libro.

Scambi di vita

Ci sono situazioni in cui mi è capitato di fotografare esattamente un determinato episodio. A voi non accade?

Lungo la strada di colpo non si vede più niente, c’è una nebbia che sale dai fossi e dai canneti e dalle paludi e forma una successione di cortine bianche alla luce dei fari.
Lui dice “ehi!”.
Ledi dice “rallenta!”.
Ridono tutti e due. Vanno avanti piano come in un baraccone delle streghe di luna park, dove non è chiaro fino all’ultimo se gli ostacoli che hai davanti siano reali o no. Le cortine di nebbia si dissolvono una a una mentre ci passano attraverso, il fatto che non producano rumore rende ancora più strana la sensazione. Il paesaggio intorno alla strada sembra essersi dissolto; dopo qualche minuto non è nemmeno più chiaro in che direzione stiamo andando. Vanno avanti lo stesso, incantati dall’effetto di straniamento totale, mentre bucano un piano orizzontale di luce dietro l’altro.