Archivio mensile:febbraio 2013

L’interpretazione musicale

La musica ci evidenzia un discorso artistico e se il brano è fornito di un titolo, questo indica la realtà cui il musicista si è ispirato, ma l’artefice non si propone di farcela semplicemente ma di ricostruirla dentro, ed esprimere quelle più intime doti che la sua fantasia gli permette di scoprire (profili, movimenti, passioni, emozioni…).
Questo viene tradotto con i suoni, che, proprio per come sono organizzati, ci offrono l’immagine simbolica viva e concreta di quanto l’artista ha “visto”, “sentito” e immaginato. L’opera musicale dev’essere considerata quindi non come una “copia” delle cose, ma come il risultato della loro reinvenzione artistica.
Se il musicista crea i simboli sonori, l’interprete deve leggerli, e ricostruirne il significato. Interpretare vuol dire infatti assegnare dei sensi a un messaggio, sia esso musica, poesia o disegno.
Pensiamo a quanto avviene appunto in un disegno. Un disegno che raffigura un pianta non ci interessa certamente per il fatto che ci permette di identificare con precisione quella determinata pianta. Ciò che ci attrae non è tanto quello di cui si parla, quanto il modo in cui se ne parla: quei colori, quelle linee, quelle alternanze che ci presentano la pianta in una luce nuova.
E’ questo il vero significato del disegno. L’artista è partito da una realtà, ma ha cercato di ricostruirla dall’interno, ripensandone e reinventandone le proprietà, le caratteristiche.
Nell’opera artistica, dunque, ci si riferisce certamente a qualcosa, ma il senso e lo scopo effettivi sono altri: la scoperta immaginosa di proprietà, di aspetti nascosti o fantasticati dall’artista. Ecco perché l’arte ci permette di scoprire volti della realtà che ignoravamo.
E’ importante notare che nessuna opera ci presenta significati evidenti e definiti, così che basti riconoscerli e coglierli come i frutti da un albero. In realtà, un testo è fatto di suoni, e i significati si nascondono dietro questi simboli. Sappiamo che vi sono, ma non ci si dichiarano, se non esprimendosi attraverso qualcos’altro, cioè i segni.
In musica, è perciò compito degli esecutori, o anche solamente di lettori o di ascoltatori, ricostruire questi segni. Perché un’opera riveli il proprio senso, occorre che qualcuno la interroghi mediante un lavoro attivo che impegni la riflessione, la sensibilità, l’intelligenza e la fantasia. Un interprete dovrà avere anche necessariamente una conoscenza tecnica, che gli permetterà agevolmente l’analisi del brano che dovrà eseguire.
La musica costituisce sempre un messaggio un po’ misterioso, e ciò che riusciamo a metterne in luce è solo una parte di quanto essa potrebbe essere in grado di narrarci. Alcuni aspetti, poi, li cogliamo spesso con l’intuizione, e li interiorizziamo, più che poterli esprimere a parole. Tuttavia, è necessario che, fin dove è possibile, cerchiamo di mettere ordine nelle nostre impressioni, chiarendoci ciò che un brano rappresenta per noi e rendendoci capaci, anche, di parlarne con altri.

Piccola intervista

Abbiamo fatto una piccola intervista a Vanny appena terminato il lavoro dell’album che ora vi riportiamo:

Ciao Vanny, com’è nata l’idea dell’album Eccomi? E’ nata dal desiderio di colmare e comunicare esperienze di vita fatta di condivisioni e crescita, la passione per la musica ha fatto il resto.

L’ascolto e il sapore dell’album porta indietro nel tempo non trovi? Sì, mi fa piacere che si evidenzi questo aspetto perché ho voluto dare un impronta dal retrogusto anni ’70, dove si suonava e cantava con la bellezza e il piacere della musica legata alla semplicità e originalità.

Cosa ti aspetti da questo album e che cosa hai voluto dire? Non so cosa mi aspetto ma attraversa me stesso lungo un percorso. I messaggi dei testi mettono in primo piano la voglia di continuare e proseguire indipendentemente dalle difficoltà e dai problemi che circondano la vita quotidiana stessa, d’altra parte ognuno di noi, credo, abbia il dovere di dare un senso a questa vita.

Dove prendi la tua ispirazione artistica? Penso esistono 1000 modi interconnessi tra loro, tipo la fantasia, la creatività, l’attimo. Tutto può portare ad essere ispirati, le emozioni forti oppure i grandi dolori, amori ecc. Secondo me però il vero artista sa evidenziare e trasformare successivamente ciò che produce in qualcosa di unico, poi diventa poco importante la natura e chissà cos’altro lo ha portato lì.

 

 

14 febbraio – Digital store – Eccomi

Dopo soli pochi giorni dalla data ufficiale di uscita dell’album “Eccomi” su iTunes, già risulta molto apprezzato il lavoro di Vanny con numerosi download.

Fantastici 8 pezzi dal sapore del buon vecchio rock italiano. Alcune delle canzoni infatti racchiudono sfumature blues come in “Un po’ anche respirare” e influenze rock d’oltreoceano, senza tralasciare il sapore di una ballata rock tutta italiana “In un giorno solo”.

Insomma un album tutto da scoprire nelle musiche e nei testi dal contenuto intenso e coraggioso. Continuate a sostenere questo grande artista.